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In prima persona
Se dovessi raccontarlo a qualcuno comincierei proprio così:
io e Tatti ci siamo conosciuti alla fermata del 2, quella davanti a Mirafiori
Pagine: 286 - Prezzo: € 13,00
Casa Editrice: Il Foglio Letterario
Progetto grafico: Giulia Fasolo - Foto in copertina: Riccardo Tessitori
ISBN 987-88-76-06-05-95
Il network Delirio.net pubblica un'intervista curata da Eliselle sulla nuova edizione di In prima persona.
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Intervista rilasciata a Radio Flash il 28.05.05 durante la trasmissione Matrioska con Luca Indemini (Torino Sette - La Stampa).
I file sono disponibili in streaming.
1 - La nascita del libro e la ricerca di un editore
2 - Le presentazioni e lo scrittore esordiente come "imprenditore di se stesso"
3 - Gli ingredienti del libro
4 - Il rapporto con i personaggi e con l'io narrante
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È disponibile la registrazione dell’intervista televisiva rilasciata durante il programma Cosa succede in città di Primantenna del 28 giugno 2007.
Le prime domande sono incentrate sulla seconda edizione di In prima persona mentre le successive su Odio.
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Leggi il capitolo "Caffé letterario", orginariamente inserito tra il primo e il secondo di In prima persona e non più ricompreso nella seconda edizione del romanzo.
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Copertina della prima edizione, realizzata da Oscar Celestini (fotografia originale Riccardo Tessitori).
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In prima persona – La trama
La trama di In prima persona si sviluppa a partire da un incontro tra Tatti, una ragazza della contestazione, e Andrea, impiegato di uno studio di commercialisti. Questo incontro si inserisce nelle vite dei personaggi con tanta forza da riuscire a rimodellare i loro rapporti, da quello ormai finito tra Andrea e Giulia a quello in crisi tra Michele e Clio. Il libro segue il percorso di questi cambiamenti, che abbracciano tutti gli ambiti della vita, dagli affetti al lavoro, dal tempo al modo in cui ognuno di noi prende le proprie decisioni.
La narrazione si svolge in una Torino lacerata da nuove tensioni sociali che sembrano l’eco lontana degli scontri degli anni settanta. Il libro ha inizio alla fermata della linea 2, quella da cui scendono gli operai che si recano ogni mattina a Mirafiori. Ai nuovi contestatori si affianca un gruppo di terroristi che colpisce ripetutamente bersagli apparentemente poco significativi e fornisce lo spunto per una riflessione sul rapporto che lega individui e società.
Il romanzo è soprattutto un insieme di contrapposizioni: global e no global, i ragionamenti lineari di Giulia e il continuo tornare sui propri passi di Andrea, chi pensa di cambiare il mondo ricorrendo alla forza e chi si disinteressa della società perché crede di viverne al di fuori, le tensioni sociali degli anni ’70 e quelle dei giorni nostri, la diversa estrazione sociale dei personaggi (operai, impiegati, imprenditori, nuovi aristocratici).
Alcuni degli elementi del romanzo, come l’esposizione dei fatti in prima persona o il nome di uno dei protagonisti, fanno pensare che sia autobiografico. Tuttavia, gli elementi tratti dalla realtà sono rielaborati all’interno della narrazione e ridotti a semplici dettagli che aiutano esclusivamente a creare un’ambientazione verosimile. In questo senso è più corretto dire che il libro è falsamente autobiografico.
In prima persona – I personaggi
Andrea
“Il mio metro e ottantadue (capelli compresi, almeno quelli che restano) si staglia bene sulla superficie lucida dello specchio. Peccato non abbia mai avuto la costanza di dedicarmi alla palestra: adesso avrei un fisico messo un po’ meglio. Eppure convivo con la mia pancetta e le mie braccia magroline.”
Lavora nello studio di Giulia, che considera la sua ex-fidanzata. E’ il narratore della storia: introspettivo, ripiegato su se stesso, dedito alla costante auto-analisi. Al contrario di Giulia, nei suoi ragionamenti torna sempre sui suoi passi per verificarne la correttezza.
Giulia
“Passo io da Giulia, che già mi aspetta in strada. Sfoggia un abito azzurro aperto sulla schiena, scollato sul davanti, con un generoso spacco che lascia intravedere la gamba destra. Ha i capelli tirati su e raccolti dietro: la sua chioma ribelle sembra finalmente domata, anche se qualche ricciolo rosso cerca di sfuggire alla presa. Questa pettinatura le illumina il viso, contornato da due orecchini lunghi e sottili che fanno comunella con la collana. Insomma, un’apparizione della Madonna di Czestochowa.”
E’ la titolare dello studio dove lavora Andrea, il suo fidanzato. Schietta, determinata, decisa: è lo stereotipo dell’imprenditrice figlia di imprenditori. E’ rigidamente razionale: i suoi processi mentali seguono sempre rapporti di causa/effetto.
Tatti
“Che avesse i capelli scuri, lunghi fino sulle spalle l’avevo già capito. I suoi occhi neri mi stupiscono un po’ e le danno un’immagine più mediterranea di quanto avessi creduto. Non porta gli orecchini e mi sembra non abbia neanche i buchi. La frangia, tirata da una parte, le nasconde un po’ lo sguardo e le dà l’aria di un personaggio appena uscito da un manga giapponese. Mentre parla muove continuamente le mani, piccole e con le dita affusolate. Niente smalto sulle unghie, ma in compenso un accenno di rossetto, anzi, un lucidalabbra di un colore molto tenue. Poco trucco in generale. Una ragazza acqua e sapone, mi vien da dire. Che non sia molto alta l’ho già visto quando era in piedi, e ho anche notato la sua snellezza. Quello che percepisco adesso è l’armonia del suo corpo, tutto in piccolo ma ben proporzionato.”
E’ una contestatrice, consapevole di se stessa e di quello che vuole cambiare della società.
Michele
“Mi siedo vicino a un ragazzo magro, con gli occhiali e la barba. Lo scelgo perché fa molto Nanni Moretti…”
Condivide con Andrea la passione della poesia. Si sono conosciuti proprio durante un caffè letterario a cui hanno partecipato entrambi. E’ perennemente depresso e ha la mania delle citazioni con cui condisce ogni suo discorso. E’ impiegato nel comune di Torino ed esce con Clio.
Clio
“In effetti Clio è proprio una donna bellissima. Non bella, bellissima. (…) È molto magra, castana coi capelli ricci e lunghi. Può permettersi un qualsiasi vestito, soprattutto quelli che lasciano scoperta la pancia, senza paura di mostrare il ben che minimo accenno di ciccia. Le sue camicie e le sue magliette hanno sempre una scollatura generosa, anche se da quel punto di vista lascia molto a desiderare. “Il Tavoliere delle Puglie” diceva Michele quando voleva farla arrabbiare. Ma tutto sommato non è una grande mancanza: se avesse anche un bel seno la scambierebbero per un angelo. Oggi sfoggia un paio di pantaloni attillati a vita bassa, una camicia bianca con le maniche lunghe e una collana con pendaglio, verde come i suoi occhi. Profondi è dir poco.”
Lavora nello studio di Giulia come segretaria. Dal suo linguaggio traspaiono le sue origini emiliane.
Cucciolo
E’ il soprannome di un impresario edile amico di Michele e Andrea. E’ un atletico latin lover, uno che piace alle donne, col fisico prestante.
In prima persona – Quarta di copertina
“Se dovessi raccontarlo a qualcuno credo che comincerei proprio così. Io e Tatti ci siamo conosciuti alla fermata del 2, quella davanti a Mirafiori.”
Gli incontri che facciamo, anche quelli apparentemente più improbabili e casuali, danno senso al nostro tempo. Alcuni si portano dietro così tanta forza da riuscire a intromettersi negli equilibri delle nostre vite, spezzando e rimodellando quella che consideriamo la normalità.
Proprio uno di questi incontri diviene il punto di contatto tra mondi contrapposti, caratterizzati da modi diversi di affrontare la vita, le relazioni con le persone che ci circondano e il rapporto tra individuo e società. Questi temi si specchiano nel cammino quotidiano di sei personaggi alle prese con piccole e grandi scelte che li cambieranno in modo inaspettato, costringendoli a vivere la vita in prima persona.
E da un incontro può anche avere inizio una storia d’amore, sullo sfondo di una Torino colpita da ripetuti atti di terrorismo e lacerata da nuove e antiche tensioni sociali.
In prima persona - indice
Cap. 1 - Io e Tatti
Cap. 2 - Ognuno dovrebbe avere un suo bar
Cap. 3 - “Io non ho il televisore”
Cap. 4 - A cena con Tatti
Cap. 5 - Segreteria telefonica
Cap. 6 - Osservazione
Cap. 7 - Fare la pace
Cap. 8 - Cena a Casa La Rocca
Cap. 9 - La festa da Clio
Cap.10 - Di notte
Cap.11 - Al parco
Cap.12 - “L’unica sala, la discoteca”
Cap.13 - Di notte (2)
Cap.14 - Il lampadario
Cap.15 - Jazz!
Cap.16 - Il tuo corpo nel buio
Cap.17 - Osservare e riferire
Cap.18 - Dissolvenza in nero
Cap.19 - Yoga e zen
Cap.20 - Il Tizio col Ciondolo
Cap.21 - Più che una notizia, una bomba
Cap.22 - I perché e i percome
Cap.23 - In prima persona




