Home Page Biografia essenziale Email
www.AndreaBorla.com

10/11/2005 - Fantasy

Odio i racconti. L’ho detto e ridetto migliaia di volte: sono troppo stringati per far venire fuori tutti i rapporti che si instaurano tra i personaggi, per analizzare i risvolti dei loro comportamenti, per spiegare i motivi delle loro reazioni. Quando si è abituati a leggere fantasy, storie che hanno bisogno di più volumi per svilupparsi al meglio, è difficile abituarsi ad altro: quando ragioni in termini di migliaia di pagine le poche decine lasciano l’amaro in bocca.
Racconto fantasy: sembra quasi un ossimoro. Probabilmente è proprio questa contraddizione in termini che mi ha spinto a scrivere Il battito del cuore.
Qualcuno mi ha guardato storto quando ho pronunciato il nome del genere. Se aggiungi “quelle storie dove ci sono i maghi, gli elfi…” rendi un po’ più l’idea. Certo, c’è sempre qualcuno che ribatte “Ah, una fiaba!” Basta ignorarli e il gioco e fatto.
Il fantasy… Un tempo era solo il parente povero della fantascienza. In un sacco di biblioteche i libri di questo genere convivono nello stesso scaffale, come se un elfo e un’astronave avessero qualcosa in comune. Ok, tutti e due i generi parlano di mondi fantastici e hanno a che fare con la fantasia, ma questa non mi sembra una motivazione sufficiente.
In alcuni questa confusione è addirittura grammaticale: se la madre si chiama la fantascienza… perché il figlio, o meglio la figlia, non dovrebbe chiamarsi la fantasy? Vi prego, tornate in voi, prendete fiato e ripetete insieme a me: il fantasy, il fantasy, il fantasy…

Indietro