Rethor e Lithil è un esperimento volto a trovare nuove forme di diffusione dei testi in rete. Ma è anche un tributo al mio genere letterario preferito (anche se qualche critico sottolinea che non può esistere la letteratura di genere: o è letteratura o è genere. Adoro la sottigliezza dei critici letterari!). Leggo libri fantasy sin dall’uscita della saga dei Belgariad di Eddings e da La spada di Shannara di Brooks. Sì, è una vera passione.
Quando ho scritto il primo racconto fantasy l’ho fatto senza nemmeno pensare ai problemi che avrei dovuto affrontare, in sintesi quelli di sfuggire al rischio del canovaccio di cui parlava De Vecchis. E l’ho fatto senza nemmeno l’idea di fagli seguire uno o più altri racconti o di creare un’ambientazione più ampia in cui inserirlo. Non è che tutti i giorni mi venga in mente di creare un mondo.
Perché scrivere fantasy è proprio questo: scoprirei avere un mondo dentro di sè e cercare di tirarlo fuori.
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