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18/11/2005 - Canovaccio

Dario De Vecchis in un articolo sui risultati del premio letterario Racconti Corsari

Nella sezione dedicata ai ragazzi sotto i 18 anni sono arrivate buone sorprese per la forma e soprattutto la composizione di alcuni scritti, anche se l’impressione è che per la maggior parte degli scrittori in erba la scrittura espressa derivi dalla cultura televisiva, in particolare dai cartoni animati giapponesi o da film di cassetta come Il Signore degli Anelli (…) superutilizzati come canovaccio.

Pur essendo un appassionato di fantasy non mi sento di dare torto a Dario. E’ semplice e immediato copiare di sana pianta la struttura di un libro di uno dei maestri del fantasy, ricorrere agli stessi espedienti, soprattutto nei combattimenti e nelle manovre militari, alle stesse tipologie di personaggi… Il primo schema che mi viene in mente è l’elfo quasi immortale che si innamora di un umano e lo vede morire di vecchiaia mentre lui è ancora nel pieno della giovinezza. Non è deja-vu: è molto peggio.
Eppure alcuni punti fermi il fantasy ce li ha. Quelli non fanno parte del canovaccio, ma sono i cardini del genere, un po’ come succedere per il noir, il poliziesco, l’horror. Molti di questi sono da cercare in una considerazione banale: siamo tutti figli di Tolkien.

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